sabato 25 agosto 2012

Fine delle risorse della Terra

ambiente
23/08/2012 - ecologia

Da oggi il pianeta viaggia in riserva

Postiamo un articolo pubblicato su La Stampa che lascia senza parole ...risorse finite


Secondo i calcoli del Global Footprint Network, ieri, 22 agosto, è stato il giorno in cui l'umanità ha consumato tutte le risorse che il Pianeta potrà produrre nell'anno 2012

È l’Overshoot Day, il giorno
in cui la Terra finisce le risorse dell’anno. Venticinque anni fa
la data cadeva a dicembre,
ora arriva ad agosto
E gli studiosi avvertono: l’umanità avrebbe bisogno
di una Terra e mezza
è il momento di pensare
al futuro e di invertire
la tendenza

Valentina Arcovio
roma
Siamo ancora lontani dalla fine dell’anno e già la Terra è andata «in rosso». Ieri si sono esauriti ufficialmente i beni naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno. Praticamente, in soli 234 giorni, anziché 365 abbiamo sperperato tutto quello che la Terra ha da offrire all’umanità. Siamo quindi giunti in larghissimo anticipo al «Global Overshoot Day», concetto ideato dalla New Economics Foundation di Londra, che calcola il rapporto tra la biocapacità globale (l’ammontare di risorse naturali che la Terra genera ogni anno) e l’impronta ecologica (la quantità di risorse e di servizi che richiede l’umanità), moltiplicato per tutti i giorni dell’anno.

I risultati nel 2012 sono sconfortanti: fino alla fine dell’anno vivremo in debito. Non che sia una novità, ma rispetto al 2011 la Terra si è scaricata con 36 giorni d’anticipo. «Il giorno della resa dei conti è arrivato», dice l’organizzazione non governativa Global Footprint Network, che calcola l’impronta ecologica annuale. «Nel corso degli ultimi 50 anno il deficit ecologico sta crescendo in modo esponenziale», afferma Mathis Wackernagel, fondatore di Gfn. Un pianeta solo non è più sufficiente per soddisfare le nostre esigenze e per assorbire i nostri rifiuti. Ora i bisogni dell’umanità superano il 50% delle risorse disponibili. Già oggi avremmo bisogno di un pianeta e mezzo e, di questo passo, l’umanità necessiterà di due «Terre» entro il 2050. Gli effetti del sovra-consumo sono molto evidenti: scarsità idrica, desertificazione, ridotta produttività dei campi coltivati, collasso degli stock ittici e cambiamenti climatici.

«Il degrado dell’ambiente naturale, poi, porta inevitabilmente a una riduzione della superficie produttiva e il nostro debito aumenta, condannando le generazioni future», dice il presidente del Gfn. Basta guardare l’andamento degli ultimi anni per farsi un’idea più chiara. Il primo Overshoot Day dell’umanità è stato il 19 dicembre 1987, anche se i calcoli hanno stabilito che il «debito ecologico» è iniziato già negli Anni Settanta dello scorso secolo. Tre anni dopo, nel 1990, il giorno del sovra-consumo era già passato al 7 dicembre, e dieci anni dopo (1997) al 26 ottobre.

L’anno scorso il deficit ecologico è stato raggiunto il 27 settembre, ma quest’anno si è appunto riusciti ad anticipare ulteriormente arrivando al 22 agosto. «Questo giorno è inteso come una indicazione piuttosto che la data esatta», precisano gli scienziati del Gfn. «Ma mentre non possiamo determinare con esattezza il giorno in cui sorpassiamo la soglia – aggiungono - sappiamo che ci stiamo spostando su un livello di domanda di risorse non sostenibile, e molto prima che l’anno sia finito». Dal 2003 gli esperti hanno iniziato a valutare la quantità di risorse nel mondo e il modo in cui vengono gestite. Utilizzando l’ettaro globale come unità di misura dell’impronta ecologica (gha), gli scienziati hanno confrontato il consumo effettivo dei paesi analizzati alla biocapacità. Nel 2008 (i dati per gli anni successivi non sono stati ancora elaborati), l’impronta ecologica è stata del 2,7 gha pro-capite per un limite di capacità di 1,8 gha pro-capite. I principali responsabili del disavanzo sono state le emissioni di anidride carbonica che da sole hanno riguardato il 55% dell’impronta ecologica globale.

Ma ci sono Paesi che hanno più colpe di altri. Sui 149 presi in esame, 60 sono responsabili del debito. In cima alla classifica troviamo il Qatar che ha finito per superare il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti con un consumo di 11,68 gha pro-capite. Per gli esperti non abbiamo più tempo da perdere. Bisogna approfittare di questo momento di grande cambiamento per l’economia globale per aiutare il pianeta a «rigenerarsi». «Ora che tentiamo di ricostruire le nostre economie sane e robuste, è il momento di proporre delle modalità che siano valide e adatte per il futuro», conclude Wackernagel

orto post ferie

E l'orto come lo abbiamo ritrovato?
Sono passati quindici giorni infuocati senza pioggia e con solo il sole. L'orto è stato bagnato abbondantemente la sera stessa della partenza e poi più nulla. Le piante hanno sofferto il caldo e soprattutto le zucchine e i porri invernali hanno segni di decadimento, mentre i pomodori hanno superato meglio il periodo di secca. Le fragole le abbiamo trovate molto malandate, al contrario il radicchio non ha avuto contraccolpi. Le piante di mais se la sono cavicchiata.

Oggi abbiamo bagnato l'orto ed ecco cosa abbiamo raccolto, domani continueremo ...

Vancaze agricole

Oggi siamo tornati a casuccia dopo quindici giorni di vacanze agricole in Puglia.
Bellissima esperienza in una masseria di inizio secolo zona Alberobello-Noci-Gioia del Colle con letto in un trullo ristrutturato del 1933.
Abbiamo messo le basi per un futuro diverso dall'ufficio e da dove abitiamo? Forse, al momento pubblicheremo cosa abbiamo fatto e cosa abbiamo appreso.

venerdì 10 agosto 2012

Ferie estive

Ke bel kampà!
Questa sera partiamo destinazione Puglia in una masseria dove aiuteremo i proprietari nei loro lavoretti in cambio di ospitalità.
Faremo un resoconto al nostro ritorno.

martedì 7 agosto 2012

mangiatore di foglie di peperoncino

Abbiamo notato che le piantine di peperoncino avevano le foglie mangiate. La ricerca minuziosa ha permesso di trovare il colpevole ... eccolo!!!


lunedì 6 agosto 2012

piante di mais

Oggi postiamo le foto di due gruppetti di piante di mais su quattro che sono nel nostro orto. Come promesso e detto ieri c'è stata una forte differenza di sviluppo dell piante in base alla pannocchia di provenienza.
Un primo gruppo di piante di mais è molto bello e slanciato, ma con le pannocchie ancora in fase di sviluppo

mentre la pannocchia di ieri proviene da un gruppo di piante più sottili e all'apparenza più brutte, ma con una maturazione più avanzata
I semi sono stati piantati nei blister che ospitavano le piantine dell'orto nello stesso periodo, ma ogni pianta poi ha avuto uno sviluppo diverso anche con notevoli differenzi.

domenica 5 agosto 2012

prima pannocchia

Che bello, oggi abbiamo raccolto la prima pannocchia. E' presto rispetto alla media dei raccolti, ma la pianta era uno dei chicchi che all'inizio della primavera avevamo piantato in un vasetto per poi metterli nell'orto.
Le pannocchie erano due trovate a terra dopo la trebbiatura autunnale. I risultati però sono stati diversi, anzi diversissimi in base alla pannocchia. Alcune piante sono cresciute prima e con un fusto più basso e minuscolo, mentre altre sono molto più grandi con la pannocchia non ancora pronta. Essendo i chicchi presi in uno stesso campo, crediamo che la posizione abbia fato la differenza, forse quella vicino alla pianta di rosmarino posizionata in un angolo ha il terreno meno fertile, mentre le altre essendo state messe in zone concimate con organico casalingo abbiamo avuto più nutrimento. La soluzione al momento ci sfugge, ma i nostri piccoli esperimenti continuano. Ora aspettiamo le atre pannocchie per avere un raccolto che magari ci permetterà di fare una piccola polenta ...
Ora postiamo la foto della prima pannocchia promettendo di mettere anche quelle delle piante per far vedere come si sono sviluppate diversamente.



sabato 4 agosto 2012

prima salsa di pomodoro del nostro orto

E' stata una sudata ma ce l'abbiamo fatta. Il caldo serale ci ha creato qualche problema ma l'obiettivo salsa è stato raggiunto. Ingredienti: pomodori, solo pomodori del nostro orto.
La raccolta per la salsa è di due giorni fa, e ieri sera abbiamo completato l'opera, ora aspettiamo che anche il resto dei pomodori maturi.

Il primo raccolto

piccola intervista mercatino del baratto

Come promesso anche se in ritardo postiamo qualche riga per condensare i perché del mercatino delle eccedenze e del baratto dell’oratorio di Mapello.  Sabato scorso, chiacchierando con i volontari ,che con dedizione e pazienza investono del loro tempo in questa attività, si è giunti alla conclusione che sarebbe stato bello riportare alcuni concetti base che secondo noi sono molto importanti.
Giacomo uno dei volontari ci spiega che l’idea è nata l’anno scorso come esigenza di metter a disposizione un punto di incontro abbinato allo scambio e dopo un primo anno di prova si è deciso di rinnovare la proposta anche per l’estate 2012. Gli oggetti esposti sono tutti usati fatta eccezione per alcuni capi di abbigliamento come t-shirt che provengono dalle rimanenze di eventi particolari. Le finalità sono quelle di “far girare” degli oggetti di normale utilizzo a costo zero. La bancarella dei giochi, che è quella che segue, ad esempio è frutto della raccolta parrocchiale dei giocattoli non più usati ma ancora in buono stato, i libri derivano da scambi  e donazioni, mentre per quanto riguarda la verdura alcuni signori amanti dell’orto hanno messo a disposizione la sovra produzione che altimenti andrebbe buttata. L’iniziativa, continua Giacomo, ha permesso anche lo sviluppo di relazioni tra persone che in alternativa non avrebbero avuto modo di incontrarsi. La risposta della comunità è in crescendo, ora arrivano anche dai paesi vicini incuriositi dall’iniziativa. In ogni caso c’è un certo numero di frequentatori abituali, che uniscono il mercatino alla passeggiata mattutina.
Da parte nostra ci siamo accorti che in cantina avevamo parecchie cose inutilizzate e senza futuro come ad esempio un seggiolino per bicicletta, oppure vari giocattoli dei bimbi che abbiamo deciso di portare in cambio di altri giochi. Sono ormai alcuni mesi che non acquistiamo più libri sia per noi che per i nostri bambini, ma effettuaiamo il baratto, mentre per quanto riguarda i giochi ogni quindici giorni per i nostri figli si rinnova la magia della scelta come se si andasse in un negozio. In verità sa detto che essendo piccoli basta poco per accontentarli, poi in futuro si vedrà.  Gli oggetti in quest’ottica di scambio perdono il valore commerciale rappresentato dal denaro ed assumono un valore di utilizzo svincolato dal costo di acquisto.

domenica 29 luglio 2012

storia di semi di nespole II

Avevamo postato in data 11 giugno l'inizio della storia di tre semi di nespole che provenivano dalla paianta della nonna. I tre nostri nuovi amichetti li avevamo messi in un vaso di terra e poi abbandonati.
Oggi dopo quasi due mesi è spuntata la prima piantina di nespolo.
Che bellooo!!!