Bella l’idea della settimana dedicata alla riduzione dei rifiuti, ma
lo possiamo veramente fare? Possiamo veramente ridurre i rifiuti
domestici? Personalmente non crediamo molto alla possibilità di ridurre
la produzione di rifiuti se non cambiamdo il nostro stile di vita.
Il
mondo che ci circonda ha creato tante innovazioni che hanno inciso
sulle nostre abitudini. Senza stare a pensare molto ci vengono alla
mente due banalità che sono state introdotte con la grande
distribuzione: l’insalata lavata e confezionata, e i salumi freschi
tagliati in vaschette. Alcuni anni fa a tutti sembrava normale
acquistare dal fruttivendolo la lattuga intera per poi lavarla a casa,
oppure dal salumiere il prosciutto riposto in contenitori di carta
oleata. Prima alla fine della cena si poteva avere un sacchetto di carta
e alcuni fogli di carta specifici per i salumi. Oggi se si decide di
non fare coda si acquista un sacchetto di plastica per l’insalta e una
vaschetta di plastica per il salume, oggetti questi che devono essere
differenziati. E cosa dire dell’acqua? Sembra che solo quella in
bottiglia di plastica sia potabile …
Nel nostro piccolo abbiamo
scelto di non bere acqua in bottiglia, acquistare vino sfuso alla
cantina sociale riutilizzando bottiglie di vetro, coltivare il nostro
orto, recuperare i contenitori di plastica della frutta per avere delle
vaschette-semenzaio, cercare di con acquistare pile usa e getta, ma
utilizzare il più possibile quelle ricabili, e acquistare detersivi
sfusi. In generale stiamo attenti agli imballaggi, indirizzandoci su
quelli biodegradabili, ma non sempre è possibile. La grande
distribuzione ha dato un indirizzo molto marcato al commercio e non
sempre c’è alternativa all’imballaggio imposto se non a prezzo di un
costo maggiore.
Un blog per poter condividere le piccole scelte di una famigliola giovane, che non vuole dipendere totalmente dalla grande distribuzione e che non crede nella globalizzazione. Azioni di decrescita, di vita sostenibile, e tempo libero :-) :-)
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lunedì 19 novembre 2012
domenica 2 settembre 2012
fine di un'epoca: stop lampadine incandescenti
Possiamo proprio dire che è finita un'epoca. Le lampadine ad incadescenza non potranno più essere vendute.
Addio, addio vecchia lampadina, ma da parte nostra una certa nostalgia ci sarà, poichè sono sempre state nella nostra vita, ed ora non ci saranno più.
Dopo averletto la notizia la prima riflessione nata è che i vantaggi promessi siano matenuti e che i problemi di smaltimento diminuiscano, poichè ad oggi nel nostro paesello non c'è la raccolta differenziata per loro. Poco male poe noi in quanto le diamo alla nonna che al contrario nel suo paese esiste la piazzola dedicata, ma per gli altri? Dove le butteranno? Boh!
Riportiamo un breve articolo dal sito de la stampa.
1° settembre, stop definitivo
Finalizzato al risparmio energetico e alla lotta contro i cambiamenti climatici, spiega la Commissione Ue, il divieto è scattato nel 2009 con le lampadine di potenza superiore ai 100 watt, per poi essere esteso a quelle meno potenti fino, appunto, al prossimo primo settembre, quando spariranno le ultime in circolazione.
Entro il 2020 - secondo La Commissione Ue - queste misure dovrebbero portare a un risparmio energetico pari al consumo di 11 milioni di famiglie all’anno, e a una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di 15 milioni di tonnellate all’anno.
Introdotte per la prima volta 130 anni fa, le lampadine tradizionali ad incandescenza trasformano in luce soltanto il 5-10% circa dell’energia che consumano, mentre il resto va a produrre calore. Il loro consumo è molto più alto di quello di prodotti più recenti, come le lampadine fluorescenti compatte e le alogene a basso consumo di energia, o di tecnologie emergenti, come i diodi a emissione luminosa (LED).
Le lampadine fluorescenti, attualmente il sistema di illuminazione più efficiente disponibile sul mercato europeo, usano il 65-80% di energia in meno rispetto a quelle ad incandescenza, segnala la Commissione Ue, ricordando che le lampadine fluorescenti costano di più al momento dell’acquisto, ma risultano più economiche nel tempo perché‚ consumano meno e durano più a lungo. Secondo le stime dell’UE, ogni famiglia può risparmiare almeno 50 euro all’anno sulla bolletta passando a questo tipo di illuminazione.
Addio, addio vecchia lampadina, ma da parte nostra una certa nostalgia ci sarà, poichè sono sempre state nella nostra vita, ed ora non ci saranno più.
Dopo averletto la notizia la prima riflessione nata è che i vantaggi promessi siano matenuti e che i problemi di smaltimento diminuiscano, poichè ad oggi nel nostro paesello non c'è la raccolta differenziata per loro. Poco male poe noi in quanto le diamo alla nonna che al contrario nel suo paese esiste la piazzola dedicata, ma per gli altri? Dove le butteranno? Boh!
Riportiamo un breve articolo dal sito de la stampa.
1° settembre, stop definitivo
alle lampadine a incandescenza
Scatta l'ultimo divieto di vendita, dai 25 ai 40 watt
roma
Ha illuminato le case d’Italia per oltre 130 anni,
da quando fu inventata da Edison, ma è ora di dirle addio: dal primo
settembre prossimo, infatti, scatta il divieto di vendita delle ultime
lampadine a incandescenza circolazione, quelle di potenza compresa tra i
25 e i 40 watt. Le altre erano state gradualmente eliminate dal 2009,
in base alla normativa europea sull’Ecodesign o direttiva EUP (Energy
Using Products) 2005/32/EC. Dal primo settembre 2016 il divieto sarà
esteso alle lampade alogene a bassa efficienza.Finalizzato al risparmio energetico e alla lotta contro i cambiamenti climatici, spiega la Commissione Ue, il divieto è scattato nel 2009 con le lampadine di potenza superiore ai 100 watt, per poi essere esteso a quelle meno potenti fino, appunto, al prossimo primo settembre, quando spariranno le ultime in circolazione.
Entro il 2020 - secondo La Commissione Ue - queste misure dovrebbero portare a un risparmio energetico pari al consumo di 11 milioni di famiglie all’anno, e a una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di 15 milioni di tonnellate all’anno.
Introdotte per la prima volta 130 anni fa, le lampadine tradizionali ad incandescenza trasformano in luce soltanto il 5-10% circa dell’energia che consumano, mentre il resto va a produrre calore. Il loro consumo è molto più alto di quello di prodotti più recenti, come le lampadine fluorescenti compatte e le alogene a basso consumo di energia, o di tecnologie emergenti, come i diodi a emissione luminosa (LED).
Le lampadine fluorescenti, attualmente il sistema di illuminazione più efficiente disponibile sul mercato europeo, usano il 65-80% di energia in meno rispetto a quelle ad incandescenza, segnala la Commissione Ue, ricordando che le lampadine fluorescenti costano di più al momento dell’acquisto, ma risultano più economiche nel tempo perché‚ consumano meno e durano più a lungo. Secondo le stime dell’UE, ogni famiglia può risparmiare almeno 50 euro all’anno sulla bolletta passando a questo tipo di illuminazione.
sabato 25 agosto 2012
Fine delle risorse della Terra
ambiente
23/08/2012 - ecologia
Da oggi il pianeta viaggia in riserva
Postiamo un articolo pubblicato su La Stampa che lascia senza parole ...risorse finite
Secondo i calcoli
del Global Footprint Network, ieri, 22 agosto, è stato il giorno in cui
l'umanità ha consumato tutte le risorse che il Pianeta potrà produrre
nell'anno 2012
È l’Overshoot Day, il giorno
in cui la Terra finisce le risorse dell’anno. Venticinque anni fa
la data cadeva a dicembre,
ora arriva ad agosto
E gli studiosi avvertono: l’umanità avrebbe bisogno
di una Terra e mezza
è il momento di pensare
al futuro e di invertire
la tendenza
Valentina Arcovio
roma
Siamo ancora lontani dalla fine dell’anno e già la
Terra è andata «in rosso». Ieri si sono esauriti ufficialmente i beni
naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno.
Praticamente, in soli 234 giorni, anziché 365 abbiamo sperperato tutto
quello che la Terra ha da offrire all’umanità. Siamo quindi giunti in
larghissimo anticipo al «Global Overshoot Day», concetto ideato dalla
New Economics Foundation di Londra, che calcola il rapporto tra la
biocapacità globale (l’ammontare di risorse naturali che la Terra genera
ogni anno) e l’impronta ecologica (la quantità di risorse e di servizi
che richiede l’umanità), moltiplicato per tutti i giorni dell’anno.I risultati nel 2012 sono sconfortanti: fino alla fine dell’anno vivremo in debito. Non che sia una novità, ma rispetto al 2011 la Terra si è scaricata con 36 giorni d’anticipo. «Il giorno della resa dei conti è arrivato», dice l’organizzazione non governativa Global Footprint Network, che calcola l’impronta ecologica annuale. «Nel corso degli ultimi 50 anno il deficit ecologico sta crescendo in modo esponenziale», afferma Mathis Wackernagel, fondatore di Gfn. Un pianeta solo non è più sufficiente per soddisfare le nostre esigenze e per assorbire i nostri rifiuti. Ora i bisogni dell’umanità superano il 50% delle risorse disponibili. Già oggi avremmo bisogno di un pianeta e mezzo e, di questo passo, l’umanità necessiterà di due «Terre» entro il 2050. Gli effetti del sovra-consumo sono molto evidenti: scarsità idrica, desertificazione, ridotta produttività dei campi coltivati, collasso degli stock ittici e cambiamenti climatici.
«Il degrado dell’ambiente naturale, poi, porta inevitabilmente a una riduzione della superficie produttiva e il nostro debito aumenta, condannando le generazioni future», dice il presidente del Gfn. Basta guardare l’andamento degli ultimi anni per farsi un’idea più chiara. Il primo Overshoot Day dell’umanità è stato il 19 dicembre 1987, anche se i calcoli hanno stabilito che il «debito ecologico» è iniziato già negli Anni Settanta dello scorso secolo. Tre anni dopo, nel 1990, il giorno del sovra-consumo era già passato al 7 dicembre, e dieci anni dopo (1997) al 26 ottobre.
L’anno scorso il deficit ecologico è stato raggiunto il 27 settembre, ma quest’anno si è appunto riusciti ad anticipare ulteriormente arrivando al 22 agosto. «Questo giorno è inteso come una indicazione piuttosto che la data esatta», precisano gli scienziati del Gfn. «Ma mentre non possiamo determinare con esattezza il giorno in cui sorpassiamo la soglia – aggiungono - sappiamo che ci stiamo spostando su un livello di domanda di risorse non sostenibile, e molto prima che l’anno sia finito». Dal 2003 gli esperti hanno iniziato a valutare la quantità di risorse nel mondo e il modo in cui vengono gestite. Utilizzando l’ettaro globale come unità di misura dell’impronta ecologica (gha), gli scienziati hanno confrontato il consumo effettivo dei paesi analizzati alla biocapacità. Nel 2008 (i dati per gli anni successivi non sono stati ancora elaborati), l’impronta ecologica è stata del 2,7 gha pro-capite per un limite di capacità di 1,8 gha pro-capite. I principali responsabili del disavanzo sono state le emissioni di anidride carbonica che da sole hanno riguardato il 55% dell’impronta ecologica globale.
Ma ci sono Paesi che hanno più colpe di altri. Sui 149 presi in esame, 60 sono responsabili del debito. In cima alla classifica troviamo il Qatar che ha finito per superare il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti con un consumo di 11,68 gha pro-capite. Per gli esperti non abbiamo più tempo da perdere. Bisogna approfittare di questo momento di grande cambiamento per l’economia globale per aiutare il pianeta a «rigenerarsi». «Ora che tentiamo di ricostruire le nostre economie sane e robuste, è il momento di proporre delle modalità che siano valide e adatte per il futuro», conclude Wackernagel
venerdì 13 luglio 2012
città orto Todmorden
Che bella idea la città orto!
Postiamo un articolo de La Stampa che riporta un'idea che ci ha colpito particolarmente per l'originalità e lo spirito di condivisione. Sarebbe bello che anche nelle nostre città il verde fosse tenuto così in considerazione da tutti noi con lo spirito simile a quello ad esempio di guerrillagardening.
Postiamo un articolo de La Stampa che riporta un'idea che ci ha colpito particolarmente per l'originalità e lo spirito di condivisione. Sarebbe bello che anche nelle nostre città il verde fosse tenuto così in considerazione da tutti noi con lo spirito simile a quello ad esempio di guerrillagardening.
12/07/2012 -
Gb, Todmorden, la città-orto austosufficente per verdura e frutta
Orti nelle aiuautosufficiente per verdura e frutta
Roma, 12 lug. (TMNews) - I cittadini di Todmorden, in Inghilterra, coltivano tutta la loro verdura. Ci sono orti nelle aiuole, nei parchi, nei giardini. Tutti i cittadini possono prenderne quanta ne desiderano. E, riferisce il sito "orti facili", nessuno ne spreca, nessuno ne prende più di quanto ne ha bisogno, e molti vanno volontariamente a dare una mano nei vari orti. L'obbiettivo di Todmorden - 15.000 abitanti nel West Yorkshire - è diventare la prima città dell'Inghilterra autosufficiente dal punto di vista alimentare: "Entro il 2018" dice Mary Clear, 56 anni e nonna di ben dieci nipoti, co-fondatrice del progetto 'Incredible Edible'. Clear si domanda: "Cosa esattamente mi vieta di andare a raccogliere tutto il rosmarino della città? Cosa mi vieta di rubarmi tutte le mele o tutti i lamponi? Niente, semplicemente questo non accade, abbiamo fiducia nelle persone, noi crediamo e siamo testimoni di questo, le persone sono oneste". L'idea è venuta fuori dopo che lei e il co-fondatore Pam Warhurst, ex proprietario del "Bear Cafe" della città, iniziarono a discutere riguardo allo stato del mondo e a chiedersi cosa avrebbero potuto fare. Hanno dedotto che tutto quello che potevano fare era di partire a livello locale, così riunirono un gruppo di persone, soprattutto donne, insieme in un bar: "Quando gli uomini bevono, nei bar succedono sempre casini e risse, invece quando sono le donne a riunirsi insieme a bere un caffè succedono solo belle cose, dichiara Mary. I nostri pensieri erano: si danno molte colpe al mondo, è colpa dei governi locali, dei politici, dei banchieri, della tecnologia. Allora abbiamo pensato: facciamo noi qualcosa di positivo. Abbiamo riempito le aiuole con dei finocchi e tutti i bambini hanno imparato che se dai un morso ai finocchi scopri che hanno il sapore delle caramelle alla liquirizia. Quando ho visto dei bambini mettere in bocca piccoli bocconi di erba, ho pensato soltanto una cosa: è brillante".
TM News
TM News
martedì 12 giugno 2012
cialde di caffè riutilizzabili
Ritorniamo sull'inquinamento che le cialde del caffè provocano e sulla poca lungimiranza dei produttori che preferiscono l'usa e getta al riutilizzo. In passato avevamo postato un articolo tratto da La Repubbicla di Firenza sulla quantità di energia, acqua e petrolio necessiari per produrre una cialda di caffè. Abbiamo letto un articolo dalla Stampa sulla possibilità di riutilizzo che volentieri mettiamo all'attenzione poichè l'argomento è particolarmente sentito. Premettiamo che noi a casa abbiamo solo le vecchie caffettiere.
01/06/2012 -
Caffè. Dalla Svizzera arriva la capsula riutilizzabile
Alternativa alle cialde monouso
Zurigo (Svizzera), 1 giu. (TMNews) - Una
capsula in metallo riempibile a mano e utilizzabile indefinitamente al
posto delle cialde di caffè monouso: l'invenzione del 49enne svizzero
Erwin Meier potrebbe rivoluzionare un settore in piena crescita con un
fatturato mondiale di miliardi di euro. La capsula - compatibile con
diverse macchine - è fabbricata in acciaio inox ed è composta di due
parti separabili che si possono avvitare insieme e sono in grado di
sopportare la pressione di 18 bar sviluppata dalle caffettiere; i
vantaggi - oltre al costo - sono anche legati all'aspetto ecologico,
dato che le cialde monouso finiscono nella spazzatura. La capsula -
brevettata per ora solo in Svizzera - è già in vendita on-line ed ha
ricevuto numerose ordinazioni, specie dall'Australia: un brevetto
internazionale rischia però di sollevare le ire della Nestlé, che finora
ha citato in giudizio tutti i fabbricanti che hanno proposto dei
sistemi alternativi alle proprie capsule. (fonte Afp) Mgi
TM News
http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/articolo/lstp/456863/
http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/articolo/lstp/456863/
venerdì 1 giugno 2012
Greencrossing - Bergamo
Sfogliando i giornali on-line abbiamo trovato questa notizia dal L'Eco di Bergamo che mettiamo all'attenzione. Sembra molto interessante.
Piazza Vecchia, c'è Greencrossing
Trecento le piantine da adottare
Arriva a Bergamo il Greencrossing, adotta una piantina (Foto by RedazioneWEB)
Per la prima volta in Italia arriva il Greencrossing, adotta una piantina. Domenica pomeriggio, 3 giugno, in Piazza Vecchia la partecipazione sarà gratuita al «Foster Day», giornata di adozione delle piantine. Il Greencrossing accompagnerà la città verso l'edizione 2012 de «I Maestri del paesaggio», portando la natura in tutti quei luoghi dove il verde non c'è.
Sono 300 le piantine che saranno distribuite dalle 14.30 alle 18.30, sotto i portici della biblioteca A. Maj, ad altrettanti partecipanti al Greencrossing (www.greencrosing.it) la cui partecipazione è aperta a tutti.
Durante il Foster Day, giorno dell'adozione, gli organizzatori affideranno le piantine destinate a essere collocate in un luogo privo di verde. I partecipanti, una volta “adottata” la piantina, dovranno semplicemente provvedere ad accudirla fino a quando qualcun altro non deciderà di prendersene cura.
Attraverso questa staffetta si darà vita al vero “crossing”. Anche se si tratta di specie che necessitano di poca acqua e ridotta manutenzione, in caso di necessità, è possibile chiedere assistenza nei vari punti di ricovero (Green-box) allestiti in città e provincia.
L'iniziativa, promossa dall'Università di Bergamo e dall'associazione Arketipos in collaborazione con il Comune di Bergamo, il Vivaio Valfredda, lo studio Gpt e l'Orto Botanico di Bergamo, accompagnerà la città verso l'edizione 2012 de I Maestri del Paesaggio - International Meeting of the Landscape and Garden, tra le manifestazioni più significative a livello nazionale e internazionale sulle tematiche del paesaggio e del binomio tra natura e architettura, che si terrà a Bergamo dal 30 agosto al 16 settembre.
Per adottare una piantina è sufficiente contattare Arketipos - I Maestri del Paesaggio 035 259355 oppure inviare una mail a info@arketipos.org.
È inoltre stata attivata una pagina dedicata su Facebook, seguita direttamente dagli studenti dell'Università di Bergamo:
https://www.facebook.com/groups/245325018863071/
Sono 300 le piantine che saranno distribuite dalle 14.30 alle 18.30, sotto i portici della biblioteca A. Maj, ad altrettanti partecipanti al Greencrossing (www.greencrosing.it) la cui partecipazione è aperta a tutti.
Durante il Foster Day, giorno dell'adozione, gli organizzatori affideranno le piantine destinate a essere collocate in un luogo privo di verde. I partecipanti, una volta “adottata” la piantina, dovranno semplicemente provvedere ad accudirla fino a quando qualcun altro non deciderà di prendersene cura.
Attraverso questa staffetta si darà vita al vero “crossing”. Anche se si tratta di specie che necessitano di poca acqua e ridotta manutenzione, in caso di necessità, è possibile chiedere assistenza nei vari punti di ricovero (Green-box) allestiti in città e provincia.
L'iniziativa, promossa dall'Università di Bergamo e dall'associazione Arketipos in collaborazione con il Comune di Bergamo, il Vivaio Valfredda, lo studio Gpt e l'Orto Botanico di Bergamo, accompagnerà la città verso l'edizione 2012 de I Maestri del Paesaggio - International Meeting of the Landscape and Garden, tra le manifestazioni più significative a livello nazionale e internazionale sulle tematiche del paesaggio e del binomio tra natura e architettura, che si terrà a Bergamo dal 30 agosto al 16 settembre.
Per adottare una piantina è sufficiente contattare Arketipos - I Maestri del Paesaggio 035 259355 oppure inviare una mail a info@arketipos.org.
È inoltre stata attivata una pagina dedicata su Facebook, seguita direttamente dagli studenti dell'Università di Bergamo:
https://www.facebook.com/groups/245325018863071/
riportiamo anche il link della pagine del L'Eco:
mercoledì 23 maggio 2012
Florenka
Postiamo un articolo da L'Eco di Bergamo.
Con Floreka si celebra l'orto
La novità? Lo scambio di piante
È dedicata all'orto la quinta edizione di Floreka, la mostramercato di verde, giardinaggio e arti creative promossa dal Gruppo Petali e Parole e dal Comune di Gorle. L'appuntamento è per sabato 26 e domenica 27 maggio nella splendida location del parco pubblico di Gorle adiacente alla Villa Zavaritt e al vecchio castello.
sabato 19 maggio 2012
agricoltura - crisi
Nel nostro piccolo l'orto cittadino è una micro azienda agricola senza fini di lucro ma con molte idee e voglia di crescere. L'idea di diventare agricoltori stuzzica la fantasia. "Sarebbe bello produrre e vendere", ma la realtà di crisi forse ci blocca nel passo dal lavoro fisso (al momento c'è ma non si sa in futuro) al lavoro autonomo con tutti i rischi del caso.
Riportiamo l'articolo con il beneficio del dubbio, e con l'intenzione di continuare la discussione.
La crisi come opportunità
Giovani agricoltori crescono
Veronica Ulivieri
Ripartire dai giovani agricoltori, dalle 61 mila imprese
guidate in Italia dagli under 30 e dalle oltre 9 mila nuove aziende agricole
nate, nonostante la crisi, nel primo trimestre 2012. È questo il messaggio con
cui si è chiusa l'assemblea nazionale dei giovani della Coldiretti.
L'incontro è stata l'occasione per tracciare un primo bilancio di un anno difficile. È emerso che, nei primi mesi del 2012, le imprese condotte da giovani hanno impiegato 143.000 dipendenti e sono cresciute a ritmo triplo rispetto alle altre, nonostante le banche abbiano concesso a queste attività circa la metà del credito.
Inoltre, gli agricoltori under 30 hanno investito in vendita diretta e filiera corta (42%), agroenergie (24%) e agriturismo (18%), e queste scelte sono state premiate dai risultati: il 40% ha visto il proprio fatturato crescere nell'ultimo anno, il 33% è in fase di espansione aziendale e il 50% ha ottenuto certificazioni di qualità. Il 13% delle aziende agricole guidate da giovani (contro una media nazionale dell'8%) ha anche venduto i propri prodotti oltre confine e il 25% ha deciso di rinnovare l'impresa nei prossimi tre anni.
L'incontro è stata l'occasione per tracciare un primo bilancio di un anno difficile. È emerso che, nei primi mesi del 2012, le imprese condotte da giovani hanno impiegato 143.000 dipendenti e sono cresciute a ritmo triplo rispetto alle altre, nonostante le banche abbiano concesso a queste attività circa la metà del credito.
Inoltre, gli agricoltori under 30 hanno investito in vendita diretta e filiera corta (42%), agroenergie (24%) e agriturismo (18%), e queste scelte sono state premiate dai risultati: il 40% ha visto il proprio fatturato crescere nell'ultimo anno, il 33% è in fase di espansione aziendale e il 50% ha ottenuto certificazioni di qualità. Il 13% delle aziende agricole guidate da giovani (contro una media nazionale dell'8%) ha anche venduto i propri prodotti oltre confine e il 25% ha deciso di rinnovare l'impresa nei prossimi tre anni.
bat box per pipistrelli
Riportiamo la notizia perchè ci ha fatto sorridere e perchè è bella l'idea di dare casa a un pipistrello. Peccato che nel nostro condominio non possiamo applicarla, ma forse ...
Pipistrellomania a Gromo
Bat box per aumentare i rifugi
«Le bat box costituiscono un aiuto concreto alla protezione di questi animali, specialmente in questo periodo dell'anno che coincide con il risveglio dal letargo. Appese a un albero o alla parete di un edificio, nelle bat box i pipistrelli possono trovare rifugio sicuro, in cui le femmine possono partorire e allevare i loro piccoli - ha spiegato presidente del Parco delle Orobie Bergamasche, Yvan Caccia -. Diffondere questi semplici oggetti nelle scuole ci aiuterà a compensare la distruzione operata dall'uomo nei confronti degli habitat naturali delle 3 famiglie e delle 11 specie di pipistrelli che abitano la nostra provincia».
Chiara Crotti, faunista del Parco delle Orobie, si recherà nelle scuole per spiegare alcune nozioni di base sulla biologia e l'ecologia dei pipistrelli, animali totalmente ciechi, ma capaci di orientarsi, cacciare e muoversi grazie agli ultrasuoni, calcolando il tempo impiegato dalle onde sonore a tornare indietro. I bambini potranno costruire un pipistrello di carta, che saranno chiamati a posizionare su una gigantesca riproduzione in 3d di una casa nei luoghi prediletti dai chirotteri.
«Il mio scopo è soprattutto quello di scacciare dalla mente dei bambini l'idea che i pipistrelli sono animali pericolosi che si intrufolano tra i capelli e che succhiano il sangue - ha spiegato Chiara -. Le specie che abitano in bergamasca sono totalmente innocue per l'uomo, perché si cibano solo di insetti, comprese le zanzare, di cui riescono ad ingoiare anche 2000 esemplari a notte, e altri insetti dannosi per l'agricoltura. Per questo non vanno visti come nemici, ma come alleati dell'uomo e dell'attività agricola, oltre che espressione da salvaguardare della straordinaria biodiversità che caratterizza il Parco delle Orobie Bergamasche».
Le bat box devono essere collocate a 4 metri dal terreno, al sicuro da predatori, riparata dalle intemperie e lontana da fonti di luce, senza ostacoli nella zona d'ingresso. L'installazione migliore è sulla parete esterna della casa o sul tronco di un grosso albero controvento. Seguendo queste accortezze e con un po' di pazienza i pipistrelli arriveranno e troveranno un rifugio, solitamente temporaneo, ma sicuro. La prima consegna avvenuta venerdì 18 maggio a Gromo ha entusiasmato i ragazzini che si sono dimostrati attenti e sensibili
http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/289658_gromo/
domenica 13 maggio 2012
noi amiamo la bicicletta: mollare tutto per seguire il giro d'Italia
Bellissima iniziativa di un appassioinato di ciclismo. Anche noi amiamo le due ruote, ma soprattutto io (papà) amo il ciclismo che è l'unico sport che riesco a seguire alla tv senza annoiarmi. Chi mi conosce mi dice che sono un pocostrano perchè non mi addormento durante le tappe, ma osservare gli atleti, le biciclette con le salite ... veramente bello. Domenica prossima come ogni anno andrò lungo la tappa per salutare il giro, riporterò ovviamente delle foto.
Forza Giovanni continua a seguire il giro e realizza il tuo sogno!!!
"Mollo il lavoro per raccontare il Giro"
Giovanni Battistuzzi, 27 anni,
Forza Giovanni continua a seguire il giro e realizza il tuo sogno!!!
Costume
12/05/2012 - un viaggio in italia seguendo la competizione
ciclistica
"Mollo il lavoro per raccontare il Giro"
Il blogger che viaggia in seconda classe
Giovanni Battistuzzi, 27 anni, sta seguendo il
Giro come blogger. Viaggia su treni in seconda classe e dice: "Voglio
raccontare l'Italia"
Giovanni Battistuzzi, 27 anni,
ha lasciato la sua città adottiva, Roma, per seguire un sogno: "Voglio
narrare l'Italia di oggi attraverso il ciclismo"
Mollare tutto. Un lavoro precario, avercelo di questi tempi.
E la propria città d'adozione, Roma. Per un sogno: seguire la corsa rosa in
giro per tutta Italia. Cose da pazzi direbbe qualcuno. Non Giovanni Battistuzzi,
ventisettenne di Conegliano Veneto (Tv), che ha scelto di intraprendere questa
piccola impresa. E visto che i soldi non bastano mai, meglio seguire i
corridori in treno, rigorosamente regionali di seconda classe. «Ho pensato di
usare i treni locali, i più popolari e bistrattati tra tutti i convogli»,
racconta Giovanni. Bagaglio non troppo leggero, 10 kg che comprendono anche il
computer con cui scrivere le sue considerazioni e postarle sul blog, scarpe da trekking e
un'agendina con indirizzi per dormire low cost «o il più possibile zero cost»:
questa l'attrezzatura.
Una passione, quella per il ciclismo, che parte da lontano. «Ho iniziato a vedere le tappe del Giro da bambino, nel '94 -dice Giovanni - Pantani mi ha fatto innamorare di questo sport popolare e tremendo per la fatica che si prova, e anche dopo che è andato via lui sono rimasto affascinato dalla "corsa rosa"». Oggi per raggiungere l'arrivo della tappa, a Rocca di Cambio in Abruzzo, ha percorso a piedi 16 chilometri: «Qui gli autobus mica passavano».
«Il mio intento - spiega Battistuzzi- è di raccontare un Giro con occhi diversi da quelli dei grandi inviati, magari usando parole diverse da quelle abituali: non ho caporedattori con il fiato sul collo, ho un blog e posso scrivere come mi pare di ciò che vedo. E vorrei usare la scusa del Giro e del ciclismo per raccontare l'Italia di oggi. Il treno è una formidabile fonte di spunti, almeno quanto le gare ciclistiche di una volta». E continua: «Mi piacerebbe tornare a parlare del Giro come corsa di popolo, ma anche al di là del ciclismo professionale tutto lustrini come è ridotto oggi, per vedere se esiste ancora quel ciclismo popolare che salvò l'Italia dalla guerra civile grazie a Bartali dopo l'attentato a Togliatti. Cercando di scorgere storie nascoste o di cui non si parla: tutto ciò che mi capita di vedere -dice- se sono storie di ciclismo meglio, ma anche altro».
La buona stella evidentemente assiste Giovanni: per una serie di casi ha stretto amicizia con uno dei nomi più noti del giornalismo sportivo, che gli ha fornito un pass per la sala stampa. «Così posso partecipare alle conferenze, fare le domande e scrivere in una postazione. Ma a dire il vero qui non mi prendono troppo sul serio visto che non scrivo per nessuna testata, e gli atleti, che oltretutto sono anche stanchi dopo la corsa, non sembrano accorgersi molto di me. Però va bene lo stesso, osservo da vicino e ho sempre qualcosa da raccontare».
Una passione, quella per il ciclismo, che parte da lontano. «Ho iniziato a vedere le tappe del Giro da bambino, nel '94 -dice Giovanni - Pantani mi ha fatto innamorare di questo sport popolare e tremendo per la fatica che si prova, e anche dopo che è andato via lui sono rimasto affascinato dalla "corsa rosa"». Oggi per raggiungere l'arrivo della tappa, a Rocca di Cambio in Abruzzo, ha percorso a piedi 16 chilometri: «Qui gli autobus mica passavano».
«Il mio intento - spiega Battistuzzi- è di raccontare un Giro con occhi diversi da quelli dei grandi inviati, magari usando parole diverse da quelle abituali: non ho caporedattori con il fiato sul collo, ho un blog e posso scrivere come mi pare di ciò che vedo. E vorrei usare la scusa del Giro e del ciclismo per raccontare l'Italia di oggi. Il treno è una formidabile fonte di spunti, almeno quanto le gare ciclistiche di una volta». E continua: «Mi piacerebbe tornare a parlare del Giro come corsa di popolo, ma anche al di là del ciclismo professionale tutto lustrini come è ridotto oggi, per vedere se esiste ancora quel ciclismo popolare che salvò l'Italia dalla guerra civile grazie a Bartali dopo l'attentato a Togliatti. Cercando di scorgere storie nascoste o di cui non si parla: tutto ciò che mi capita di vedere -dice- se sono storie di ciclismo meglio, ma anche altro».
La buona stella evidentemente assiste Giovanni: per una serie di casi ha stretto amicizia con uno dei nomi più noti del giornalismo sportivo, che gli ha fornito un pass per la sala stampa. «Così posso partecipare alle conferenze, fare le domande e scrivere in una postazione. Ma a dire il vero qui non mi prendono troppo sul serio visto che non scrivo per nessuna testata, e gli atleti, che oltretutto sono anche stanchi dopo la corsa, non sembrano accorgersi molto di me. Però va bene lo stesso, osservo da vicino e ho sempre qualcosa da raccontare».
giovedì 10 maggio 2012
giardinaggio e sondaggio
Noi abbiamo il nostro orticello e le nostre piantine da balcone. Le piante le scegliamo in base al nostro gusto, ma la cosa fondamentale è la dimensione e la resistenza al freddo, poi viva la fantasia!!
La prima ricerca del settore: In Italia una media di sette piante in ogni casa
Giardinaggio, lo «spirito verde»
continua a crescere
Il 53% degli italiani si ritaglia uno spazio per la cura delle piante. Il difficile è scegliere la pianta «giusta»
La prima ricerca del settore: In Italia una media di
sette piante in ogni casa
Giardinaggio, lo «spirito verde»
continua a crescere
continua a crescere
Il 53% degli italiani si ritaglia uno spazio per la
cura delle piante. Il difficile è scegliere la pianta «giusta»
LA RICERCA - L’indagine, condotta su 6 mila famiglie italiane e ideata da Promogiardinaggio, ha infatti messo a nudo non solo i gusti, le inclinazioni in fatto di cura delle piante nel nostro Paese, ma anche i limiti dei pollici verdi nazionali. Tra questi, la paura di non essere in grado di saper svolgere attività legate al giardinaggio e di far morire le piante, una fobia che sfiora quasi il 25%. Tra i dati positivi emersi dalla ricerca, invece, il gran numero di piante presente nelle nostre case. Una media di sette a testa tra le pareti domestiche e di ben undici tra terrazzi e giardini. Con spese sostanziose e da decidere in famiglia, circa 130 euro ogni anno, per piante e arredi esterni.
PASSIONE - «Il giardinaggio», spiega Luca Pellicciari, presidente dell’associazione milanese che dal 2008 raduna gli esperti del settore come vivaisti, produttori, aziende multinazionali e punti vendita, «per gli italiani è una vera e propria passione. Anche se, guardando i risultati della ricerca, ci si rende conto che si tratta di una passione poco armonica, fatta di vizi e virtù». Tra le ombre, soprattutto, la scelta delle piante sbagliate. Il più delle volte comperate senza valutare le condizioni ambientali, come ad esempio l’esposizione solare, o scelte in base al fattore estetico tra cui il loro colore. «Ed è proprio per questo approccio sbagliato», sottolinea Pellicciari, «che si resta di restare delusi delle piante comperate e di conseguenza anche del giardinaggio».
LA PIANTA GIUSTA – Per non rischiare di non tramutare in nero il pollice verde, suggerisce l’esperto, è quindi necessario scegliere bene le piante di cui ci si vuole occupare. Anche perché per ogni spazio e condizione climatica esiste una gamma di scelta molta ampia. «In appartamento», spiega il presidente di Promogiardinaggio, «si possono tenere tantissime piante. Ad esempio tutte le specie di orchidee, facili e robuste da coltivare al contrario di ciò che si pensa. Oppure lo spatifillo, che assorbe anche gli inquinanti che ci sono in casa, ma anche per gli amanti dei colori vivaci la villbergia, dai fiori rossi, gialli e arancioni, che necessita di pochissime cure». La scelta poi si allarga ulteriormente quando si parla di terrazzi e balconi. «Per le piante da tenere all’aperto», prosegue Pellicciari, «si apre un mondo. Sono numerosissime quelle che si possono tenere senza problemi. Non solo tutte le stagionali, ma anche gerani, margherite, lavande e tutte le rose, comprese quelle rampicanti. Per i balconi all’ombra, invece, si può optare per i fiori di vetro, le ortensie, le azalee, i rododendri e per tutte le piante che crescono in vaso anche con poca luce. Infine», dice l’esperto, «esistono soluzioni valide anche per chi viaggia tanto e passa poco tempo a casa. Tra questi gli impianti d’irrigazione, che durano una vita e che ormai si possono fare con poche centinaia di euro. Oppure, per chi non vuole rinunciare senza spendere al piacere dei fiori in casa, la scelta di piante grasse. Come, ad esempio, il grusone, meglio nota come poltrona della suocera».
GIARDINAGGIO ALPINO - Per chi invece non si accontenta della coltivazione tradizionale, anche la possibilità di imparare trucchi e mestieri del giardinaggio estremo, come ad esempio quello ad alta quota, per non rinunciare alle piante di montagna nel proprio giardino. A questo proposito, tra le occasioni più curiose offerte dal settore, quella di Floralpe, un corso di giardinaggio alpino che si svolgerà il 30 giugno e il 1° luglio nel Parco nazionale del Gran Paradiso, nel giardino botanico Paradisia di Cogne, in provincia di Aosta. Appuntamento, giunto ormai alla sua terza edizione, dove si potrà assistere a lezioni pratiche sotto la guida di architetti del paesaggio e vivaisti specializzati in piane acquatiche e di ambienti umidi per imparare a coltivare e individuare negli spazi verdi, i luoghi più adatti dove tenere le piante montane. Tra queste le erbe alpine, utili per la preparazione di decotti e tisane. In più, per rendere ancora più efficace le tecniche colturali e creare scenari di maggior effetto, anche la creazione di una piccola roccera e di un piccolo laghetto, facilmente replicabili nei giardini di casa.
GREEN KID – Un amore, quello per il giardinaggio, estremo o canonico, che oltre a dare benessere alle famiglie italiane, comincia a svilupparsi anche tra i bambini. «Per i più piccoli», conclude Pellicciari, «prendersi cura delle piante diventa un’esperienza formativa. In cui si apprendono i meccanismi della nascita e della crescita. Per questo, in molte scuole, si stimolano i ragazzi a fare questo tipo di attività. I bambini poi, restano soprattutto affascinati dai bulbi, visti come specie di cipolle ermetiche, e ancora più stupiti quando, con il passare del tempo, li vedono fiorire e scoprono il senso della vita».
Carlotta Clerici
4 maggio 2012 (modifica il 8 maggio 2012)
http://www.corriere.it/ambiente/12_maggio_07/giardinaggio-ricerca-clerici_22534e08-9601-11e1-b2cf-0f42ed87ec02.shtml
mercoledì 9 maggio 2012
noi amiamo la bicicletta: sito lega ambiente
Riportiamo anche la pagina del sito di Lega Ambiente che spiega l'iniziativa.
Giretto d'Italia 2012
Pubblicato il07 maggio 2012
Venerdì 11 maggio tutti in bici per il 2° campionato nazionale della ciclabilità urbana.
Insiema a Fiab e Città in bici vogliamo promuovere l'uso della bicicletta, il mezzo di trasporto più ecologico ed economico che esite; vogliamo convincere le amministrazioni che per liberare le nostre città dal traffico e dall'inquinamento è indispensabile investire risorse in progetti di mobilità sostenibile, Vogliamo che i ciclisti abbiamo percorsi dedicati e sicuri ome già accade in molte città europee.
A questo scopo per il secondo anno consecutivo organizziamo il Giretto d'Italia, campionato nazionale della ciclabilità urbana. Contiamo i ciclisti perchè contino di più! Scopo della gara è contare quante persone in città scelgono la bicicletta per gli spostamenti quotidiani e verificare quanto la bici sia un mezzo di trasporto a tutti gli effetti nell’ambiente urbano.
Check point dislocati nel territorio comunale permetteranno di capire, in ognuna delle città, qual è la percentuale di spostamenti in bici e assegnare la maglia rosa alle migliori.
L’11 maggio quindi non servirà pedalare veloci, ma sarà indispensabile essere in tanti a farlo! Per diventare liberi di pedalare partecipate numerosi!
Ecco le città in gara: Milano, Torino, Genova, Venezia, Firenze, Bologna, Roma, Bari (categoria grandi città oltre 250mila abitanti); Trento, Padova, Vicenza, Ferrara, Modena, Ravenna, Brescia, Reggio Emilia (categoria città medie oltre 100mila abitanti);Pordenone, Pesaro, Udine, Schio, Lodi, Carpi, Pisa, Grosseto e Saronno (città piccole meno di 100mila abitanti).
Maglia rosa ai municipi con più ciclisti in circolazione. Ai Sindaci della 3 città regine in premio una bicicletta in alluminio interamente riciclata messa a disposizione da Sorgenia.
Per informazioni 06.86268312
noi amiamo la bicicletta: giretto d'Italia
Dalla serie noi amiamo la bicicletta riportiamo una notizia carina apparsa sul "Corriere", che riguarda l'utilizzo del nostro mezzo di trasporto preferito.
Noi sicuramente un giretto nelle vie del paesello lo faremo, ma di sabato quando andremo a fare delle compere lasciando a casa l'auto.
Noi sicuramente un giretto nelle vie del paesello lo faremo, ma di sabato quando andremo a fare delle compere lasciando a casa l'auto.
Torna il Giretto d'Italia, una sfida a colpi
di pedali tra le città che usano di più le due ruote
di pedali tra le città che usano di più le due ruote
Venerdì la seconda edizione della competizione organizzata da Legambiente Fiab e Città in Bici in 25 comuni italiani
MOBILITA' SOSTENIBILE
Torna il Giretto d'Italia, una sfida a colpi
di pedali tra le città che usano di più le due ruote
di pedali tra le città che usano di più le due ruote
Venerdì la seconda edizione della competizione organizzata da Legambiente Fiab e Città in Bici in 25 comuni italiani
MILANO - Tutti a scuola e al lavoro con la bicicletta. Venerdì si replica il Giretto d'Italia, campionato nazionale della ciclabilità urbana organizzato per il secondo anno consecutivo da 25 comuni con Legambiente, Fiab e Città in Bici per incentivare l'uso delle due ruote. Scopo della gara sarà contare quante persone, in città, scelgono la bicicletta per i propri spostamenti quotidiani (come ad esempio quelli casa-scuola o casa-lavoro) e verificare quanto la bici sia un mezzo di trasporto a tutti gli effetti.
CHECK POINT E OSSERVATORI - Grazie al monitoraggio di alcuni osservatori e a check point dislocati nel territorio comunale si capirà la percentuale di spostamenti in bici. Obiettivo, assegnare la maglia rosa alle migliori. Le città si sfideranno tra loro divise in tre gironi a seconda del numero di abitanti: grandi città, città medie, città piccole e ogni girone avrà una città vincitrice. Nel girone dei pesi massimi, le grandi città (oltre 250mila abitanti), cercheranno di superarsi: Milano, Torino, Genova, Venezia, Firenze, Bologna, Roma e Bari. Nella categoria città medie (oltre 100mila abitanti) correranno Trento, Padova, Vicenza, Ferrara, Modena, Ravenna, Brescia, Reggio Emilia. Nel gruppo delle più agili, le città piccole (meno di 100mila abitanti), competono Pordenone, Pesaro, Udine, Schio, Lodi, Carpi, Pisa, Grosseto e Saronno. Poi, a Ferrara, venerdì 25 maggio 2012, all’interno della “Borsa del Turismo delle 100 città d’Arte d’Italia” verranno premiati i centri vincitori.
LA STRADA DA FARE - La competizione è occasione per stimolare la crescita dell'indice di ciclabilità delle città italiane, rimaste indietro rispetto al resto d'Europa. Basti pensare che il nostro paese dispone nel complesso di 3.972 chilometri di piste, l'equivalente di sole tre città europee (Stoccolma, Hannover e Helsinki). Ma non solo. Un terzo dei capoluoghi italiani non ha affatto o ha solo piccolissimi spezzoni di percorsi ciclabili. Non necessariamente poi le strutture sono sufficienti a incentivare la crescita degli spostamenti su due ruote. Come rilevato da Fiab, Città in Bici e Legambiente nel rapporto «Bici in città», se si guarda ai chilometri di piste Parma batte Bolzano (87,1 a 72,4) ma nel percorso altoatesino i percorsi sono meglio integrati, incontrano meno barriere e più segnaletica. Con il risultato da convincere molti più cittadini a montare in sella per spostarsi (29 contro 19 di Parma).
Redazione Online8 maggio 2012 (modifica il 9 maggio 2012)
riportiamo il link:
sabato 28 aprile 2012
noi amiamo la bicicletta - #salvacisti su La Stampa
Cronache
28/04/2012 - la manifestazione
"Una città a misura di ciclisti"
Migliaia di bici ai Fori Imperiali
"Salvaiciclisti" invade la capitale
L'obiettivo: più sicurezza stradale
per chi lascia a casa la macchina
L'obiettivo: più sicurezza stradale
per chi lascia a casa la macchina
Migliaia di biciclette, una sola voce: da oggi l’Italia cambia strada. Ai Fori Imperiali le due ruote sono protagoniste nella manifestazione nazionale “Veni, Vidi, Bici”, per chiedere più sicurezza stradale a chi sceglie di lasciare a casa l’auto. Una sorta di gigantesco flash-mob, ma atipico: sì, perché «statico», come spiegano gli organizzatori. Le motivazioni? «Serve prima di tutto il buon senso», precisano, e poi «deve accogliere tutti, pedoni e bambini piccoli che ancora non sanno pedalare, oltre a chi è arrivato da altre città».
L’appuntamento, per la prima volta, vedrà mobilitarsi due grandi metropoli continentali. Accanto a Roma, anche Londra ha deciso di dare un segnale forte. E proprio dall’iniziativa “Cities fit for cyclists” del “Times” ha avuto tutto inizio: il manifesto di 8 punti sulla rivista inglese è stato ripreso dai blogger italiani e rilanciato in rete sotto il nome di #salvaiciclisti. Complice, la risonanza sul web, la campagna, ripresa da diversi quotidiani nazionali, si è trasformata in meno di una settimana in un disegno di legge sottoscritto da oltre 60 parlamentari e ora in fase di approvazione al Senato.
Le richieste del “popolo delle due ruote” sono chiare: la creazione di strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali, la revisione del piano urbano in corrispondenza di incroci pericolosi, il rispetto del limite dei 30 km/h di velocità massima nelle aree residenziali, oltre all’utilizzo del % del budget dell’Anas per la costruzione di piste ciclabili di nuova generazione. E ancora, un’indagine nazionale per determinare quante persone si spostano in bici e quanti di questi vengono uccisi o feriti e il miglioramento della formazione di ciclisti e autisti per ridurre al minimo gli incidenti.
I numeri portati a testimonianza fanno paura. «La strage dei ciclisti», afferma Paolo Bellino, uno degli organizzatori, «miete ogni anno 300 vittime circa in Italia. I dati ufficiali parlano di 2.556 ciclisti uccisi in dieci anni in Italia, il doppio del livello del Regno Unito, ma potrebbe essere una cifra sottostimata. Più verosimili sono 3.000 vittime in 10 anni». Oggi si scende in piazza anche per loro.
L’appuntamento, per la prima volta, vedrà mobilitarsi due grandi metropoli continentali. Accanto a Roma, anche Londra ha deciso di dare un segnale forte. E proprio dall’iniziativa “Cities fit for cyclists” del “Times” ha avuto tutto inizio: il manifesto di 8 punti sulla rivista inglese è stato ripreso dai blogger italiani e rilanciato in rete sotto il nome di #salvaiciclisti. Complice, la risonanza sul web, la campagna, ripresa da diversi quotidiani nazionali, si è trasformata in meno di una settimana in un disegno di legge sottoscritto da oltre 60 parlamentari e ora in fase di approvazione al Senato.
Le richieste del “popolo delle due ruote” sono chiare: la creazione di strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali, la revisione del piano urbano in corrispondenza di incroci pericolosi, il rispetto del limite dei 30 km/h di velocità massima nelle aree residenziali, oltre all’utilizzo del % del budget dell’Anas per la costruzione di piste ciclabili di nuova generazione. E ancora, un’indagine nazionale per determinare quante persone si spostano in bici e quanti di questi vengono uccisi o feriti e il miglioramento della formazione di ciclisti e autisti per ridurre al minimo gli incidenti.
I numeri portati a testimonianza fanno paura. «La strage dei ciclisti», afferma Paolo Bellino, uno degli organizzatori, «miete ogni anno 300 vittime circa in Italia. I dati ufficiali parlano di 2.556 ciclisti uccisi in dieci anni in Italia, il doppio del livello del Regno Unito, ma potrebbe essere una cifra sottostimata. Più verosimili sono 3.000 vittime in 10 anni». Oggi si scende in piazza anche per loro.
noi amiamo la bicicletta - #salvacisti su Il Corriere
IL RADUNO IN CONTEMPORANEA CON LONDRA
Senza bandiere né politica #salvaiciclisti
migliaia fermi ai Fori, progettando la «volata»
Centro storico pedonalizzato nell'area archeologica per la grande festa delle due ruote. Appello ai romani: lasciate a casa auto e moto. Deviazioni di traffico e bus per il weekend
IL RADUNO IN CONTEMPORANEA CON LONDRA
Senza bandiere né politica #salvaiciclisti
migliaia fermi ai Fori, progettando la «volata»
migliaia fermi ai Fori, progettando la «volata»
Centro storico pedonalizzato nell'area archeologica per la grande festa delle due ruote. Appello ai romani: lasciate a casa auto e moto. Deviazioni di traffico e bus per il weekend
I Fori si sono colorati con migliaia di biciclette e ciclisti giunti da ogni parte d'Italia. Cinquantamila, secondo gli organizzatori, i partecipanti a «Salvaiciclisti», l'iniziativa promossa per sensibilizzare sui rischi corsi da chi usa la bicicletta e invitare gli amministratori a rendere la città più idonea alla due ruote. Un'iniziativa nata tra mille difficoltà, autorizzazioni che tardavano ad arrivare, polemiche politiche, ma che ha visto il tam tam degli appassionati in Rete nelle ultime settimane. Via dei Fori Imperiali ha cominciato a popolarsi dalle 14, poi la chiusura. E quando l'afflusso era già consistente, tutti per terra, con la propria bici, per un minuto: un flash mob per ricordare le vittime della bicicletta e i 330 feriti. Al termine, la voce di un bambino ha fatto rialzare tutti, urlando: “L'Italia cambia strada”. IL PIANO CICLABILITA' - Una manifestazione festosa e pacifica, a cui è arrivato il sostegno di personaggi dello spettacolo, della cultura, dello sport. Proprio nei giorni della vigilia, il Campidoglio ha dato il via libera al Piano quadro della ciclabilità, elaborato nel 2011 e fermo da quasi un anno. Il sindaco, Gianni Alemanno, ha esortato ad attuarlo, mentre il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, ha anticipato la realizzazione di parcheggi per le bici davanti Palazzo Valentini. I ciclisti chiedono una città con più “zone 30”, piste ciclabili, un bike sharing implementato, la ciclopedonalizzazione dei Fori Imperiali o almeno la realizzazione di corsie dedicate
Ciclisti ai Fori Imperiali (Eidon)
IL WEEKEND - La prima «bicifestazione» di Roma (se si escludono i raduni per le Critical Mass) coinvolge l'intero weekend con il consiglio, per chi può, di lasciare sotto casa o in garage auto e motorino. Causa manifestazione (e non solo quella delle ciclisti urbani) sono previsti una serie di cambiamenti nella viabilità e negli orari e itinerari del trasporto pubblico che coinvolgono l’intero week-end e rischiano di mettere in crisi anche i viaggiatori più pazienti. I ciclisti romani (e non solo) sono arrivati alla #salvaiciclisti senza simboli, bandiere né manifesti politici. Gli organizzatori lo ribadivano da giorni con un intenso tam tam sul Web: «Portate solo un campanello per dar voce alla propria gioia».
BICICLETTATA NEGATA - Una manifestazione statica alla quale sarebbe dovuta seguire una biciclettata collettiva. Sarebbe perché nel pomeriggio di venerdì sul sito Salvaiciclisti.it è apparso un avviso: «Tutti ai Fori, ma la Questura non ha autorizzato gli appuntamenti post sit-in». Dalla Questura chiariscono però che la richiesta è stata fatta solo per il sit-in (dalle 15 alle 17) e non si possono ottenere proroghe il giorno precedente. E così i ciclisti sono rimasti fermi. A Londra, dove prende contemporaneamente il via la manifestazione #salvaiciclisti lanciata dal quotidiano inglese Times, invece si pedala con tanto di autorizzazione.
MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE - Le associazioni di ciclisti e Legambiente avevano tutti ai Fori Imperiali «ciclopedonalizzati». E l'associazione ambientalista cogliendo l'occasione per tornare a chiedere risposte concrete dalle istituzioni, ha fornito alcuni numeri: «A Roma, gli spostamenti a quattro ruote sono ben il 52%, mentre in bici si muove solo lo 0,4% e lo smog cresce, con la centralina di corso Francia già per 40 per le Pm10 nel 2012».
Tra le richieste, «eliminare le auto dai Fori e dal centro, grandi zone 30, marciapiedi allargati, tram colorati lungo tutte le consolari in corsie protette, Con #salvaiciclisti abbiamo già raggiunto un’enorme vittoria riuscendo a costringere il Campidoglio ad approvare il Biciplan della città, ma ora abbiamo già un nuovo obiettivo, quello di vedere finanziate le opere».
Tra le richieste, «eliminare le auto dai Fori e dal centro, grandi zone 30, marciapiedi allargati, tram colorati lungo tutte le consolari in corsie protette, Con #salvaiciclisti abbiamo già raggiunto un’enorme vittoria riuscendo a costringere il Campidoglio ad approvare il Biciplan della città, ma ora abbiamo già un nuovo obiettivo, quello di vedere finanziate le opere».
1200 CHILOMETRI A PEDALI - I ciclisti romani chiedono che si passi da 225 a 1.200 chilometri di rete ciclabile, «da 26 a 350 stazioni per il bike sharing». E insistono sulle risorse economiche: «E' necessario che nel piano investimenti pluriennale l’Assemblea capitolina trovi 25 milioni nel 2012 e altri 15 milioni nel biennio successivo». Obiettivo immediato: la ciclopedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, «senza le 3.400 auto all’ora intorno al Colosseo». «Lo dobbiamo ai 443 che sono rimasti feriti in incidenti stradali in bicicletta negli ultimi 50 mesi, eppoi a Eva, Paolo, Giuseppina, Alice che hanno pagato con la morte».
Si prepara la festa
LE DEVIAZIONI - Partiamo proprio dalla manifestazione #salvaiciclisti in via dei Fori Imperiali, dalle 15 alle 17. Il migliaio (secondo le previsioni) di partecipanti, si radunano tra largo Corrado Ricci e piazza Madonna di Loreto. Di conseguenza, sono possibili deviazioni alle linee 60, 84, 85, 87, 175, 186, 271, 571 e 810.
Anche i cantieri pesano sulla viabilità. Sempre sabato, ma fino a lunedì, lavori sui binari di via Prenestina, tra Tor de’ Schiavi e via Bresadola, con i tram 5 e 14 sostituiti da bus navetta, il 19 limitato tra piazza Risorgimento e largo Preneste, con bus sostitutivi fino a piazza dei Gerani. Domenica 29, un’iniziativa in strada fa spostare, fino a mezzanotte, il 150 da via di Tor Sapienza, tra piazza De Cupis e via De Pisis.
Anche i cantieri pesano sulla viabilità. Sempre sabato, ma fino a lunedì, lavori sui binari di via Prenestina, tra Tor de’ Schiavi e via Bresadola, con i tram 5 e 14 sostituiti da bus navetta, il 19 limitato tra piazza Risorgimento e largo Preneste, con bus sostitutivi fino a piazza dei Gerani. Domenica 29, un’iniziativa in strada fa spostare, fino a mezzanotte, il 150 da via di Tor Sapienza, tra piazza De Cupis e via De Pisis.
FESTE SUL LUNGOMARE - Visto che il meteo indica, almeno per il fine settimana, sole, a Ostia, l’iniziativa «Mare in vista» porterà quasi certamente alla chiusura di lungomare Duca degli Abruzzi, fino alle 19, tra via Avegno e piazza Scipione l’Africano, e via Ruta, tra via Grosso e via Fasan. Sempre sul litorale, lo 01 non transita in piazzale Gasparri, via del Sommergibile, via Fasan, via Picchio, ma in via Baffigo, mentre lo 05 passa su via delle Triremi.
BEATIFICAZIONE A S.PAOLO - Se ancora non si è convinti a ripiegare, almeno per un giorno, sulla bicicletta, altri cambiamenti intorno la Basilica di San Paolo, per la beaticazione di Giuseppe Toniolo: dalle 6.30 alle 13.30 arrivano 100 pullman, con sosta su lungotevere e viale San Paolo, via Baldelli e via Ostiense. Così, il 271, dopo San Paolo, prosegue per via Baldelli, largo Riccardi. Sempre nel quadrante sud, XVI edizione - tra le 8.30 e le 11.30 di domenica - della Roma Appia Run, con partenza e arrivo in viale delle Terme di Caracalla. Deviazioni per i bus 118, 130F, 160F, 175, 628, 660, 671, 714 e 715. A completare il quadro, il sit in a Santi Apostoli tra le 9 e le 14 del «Comitato Quota 96» e, nel pomeriggio dalle 17.30, la processione per la Madonna dei Monti, nel rione, con modifiche per i bus 71, 75 e 84. Insomma, meglio una più agile bicicletta.
Simona De Santis 28 aprile 2012 | 19:36
noi amiamo la bicicletta - #salvacisti su La Repubblica
Salvaiciclisti, il mega raduno ai Fori
migliaia in bici per chiedere più sicurezza
La manifestazione nazionale in via dei Fori Imperiali, in contemporanea con quella che si sta svolgendo a Londra. Tanti gli eventi per chiedere "più sicurezza e una città a misura di bici". Il flash mob: tutti stesi a terra per ricordare i troppi ciclisti vittime della strada
ore 17.35. La manifestazione è finita Lentamente i cittadini in bici riprendono a pedalare per le vie della città. Gli organizzatori hanno annunciato i prossimi appuntamenti: il 10 maggio per il "Bike work day", al lavoro in bicicletta, e a metà giugno gli Stati generale della bicicletta a Reggio Emilia.
ore 17.15. Le adesioni dei politici: da Rauti al Pd
Le adesioni sono state trasversali agli schieramenti politici: in bici manifesta la consigliera regionale del Pdl e moglie del sindaco di Roma, Isabella Rauti, ma anche il segretario romano del Pd, Marco Miccoli. Spunta anche una bandiera No-Tav. In rappresentanza del Campidoglio ci sono i presidenti di commissione Andrea De Priamo e Fabrizio Santori.
Ore17 "Siamo 50mila"
"Mi chiedono quanti siamo. Non ci crederete ma manca un persona per fare 50 mila. Manca una sola persona, dove è?". Lo ha detto dal palco montato in via del Fori Imperiali uno degli organizzatori della manifestazione 'Salvaciclisti'. I partecipanti si sono poi sdraiati per terra insieme alle loro bici e per un minuto hanno fatto silenzio in memoria di tutti i ciclisti vittime della strada. Si sono rialzati con la voce di un bambino che dal palco ha detto: "L'Italia cambia strada".
ore 16.38 Giuliano Pisapia con #Salvaiciclisti
"Saluto gli amici di #Salvaiciclisti, oggi a Roma per sostenere le loro giuste ragioni, nella speranza che la prossima volta scelgano #Milano". Lo ha scritto su Twitter il sindaco Giuliano Pisapia.
ore 16.33 "Subito un piano straordinario del Governo!"
"Chiediamo subito al Governo un piano straordinario per la mobilità ciclistica in Italia". E' questa la richiesta di Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi che hanno aderito e sostengono la campagna #Salvaciclisti. "E' necessario - prosegue - che si apra un tavolo tra il governo e gli enti locali per intervenire sulla sicurezza e i diritti di chi sceglie la bicicletta, un mezzo amico dell'ambiente, per la propria mobilità".
ore 16.24 A Londra 10mila bici in strada
Oltre 10mila ciclisti si sono riversati nelle strade della capitale inglese per partecipare alla "bike protest" gemellata con la manifestazione #salvaiciclisti di Roma. Grande assente è Boris Johnson, il sindaco conservatore di Londra famoso per andare regolarmente in giro per la città in bicicletta, al quale i ciclisti chiedono di fare di più per evitare incidenti per le strade.
ore 16.22 Alemanno alla manifestazione
"Sono passato a Salvaciclisti, ho visto tante famiglie e tanto entusiasmo - ha detto il sindaco Alemanno - Abbiamo fatto il piano della ciclabilità. Adesso dobbiamo attuarlo".
ore 16.15 "Tutti giù per terra"
Alle 16.15 in punto inizia il flash-mob: tutti i manifestanti si sono sdraiati a terra per ricordare "i troppi ciclisti vittime della strada".
ore 16 Alemanno: "Piano ciclabilità in ritardo per colpa opposizione"
"Abbiamo tardato due anni per il piano della ciclabilità per l'ostruzionismo dell'opposizione. Ora è passato e l'attueremo". Lo ha scritto Gianni Alemanno sindaco di Roma su Twitter.
ore 15.46. Le bici 'invadonò i Fori Imperiali
Le bici hanno 'invasò via dei Fori Imperiali a Roma: sono tantissime di ogni forma e colore che affollano la strada che collega il Colosseo a piazza Venezia. ''Siamo decine di migliaia - afferma Paolo Pinzuti, uno degli organizzatori della manifestazione 'Salvaiciclistì - non saremmo stupiti se a fine giornata arriveremo a quota venticinquemila''. I manifestanti su due ruote, che chiedono più sicurezza sulle strade contro ''i troppi decessi'', arrivano da ogni parte d'Italia, molti da Roma. Su due ruote manifestano intere famiglie, esponenti di movimenti ambientalisti e partiti politici. All'altezza di piazza Venezia, dove sono presenti due camionette della polizia, un ciclista ha riferito: ''La polizia non ci faceva passare, ma poi ci siamo riusciti. Secondo me una manifestazione in bici statica è impossibile''. Marco Mazzei, un altro degli organizzatori del Salvaciclisti, spiega: ''Alcuni ciclisti credevano che da qui partisse una manifestazione itinerante, poi abbiamo spiegato che la manifestazione è statica''.
ore 15.45. Deviate linee bus 75 e 117
Sono bus interamente deviati, anche linee 75 e 117. Dalle 18.30, se la strada resta chiusa deviato anche sostitutivo metro B MB. Deviati inoltre bus 60-84-85-87-175-186-271-571-810 deviati.
ore 15.44. Miccoli (Pd): "stituzioni forniscano risposte"
"Incredibile il successo di questa manifestazione con migliaia di partecipanti che hanno invaso i Fori Imperiali". Lo afferma in una nota il segretario romano del PD, Marco Miccoli. "Se è così tanta la gente di ogni età che chiede più sicurezza per i ciclisti, più piste ciclabili, una città dal trasporto sostenibile, bisogna che le amministrazioni locali diano in fretta delle risposte. In tutt'Europa ci si sposta normalmente in bici, si va a scuola, al lavoro e ci si muove con tutta la famiglia. A Roma se lo si fa si rischia la vita. Si deve inoltre sottolineare che il trasporto pubblico locale non è attrezzato per garantire il trasporto dei ciclisti con i loro mezzi sul territorio cittadino. E' quindi giusta questa bella manifestazione - ha concluso Miccoli - ed è anche giusto che il segretario romano del Pd, quale ciclista, sia presente a dare il proprio sostegno a tutti i ciclisti che chiedono maggiore sicurezza".
ore 15.38. Rauti: "A breve Pdl su sicurezza e unghezza piste"
"E' un'iniziativa bellissima che credo voglia richiamare l'attenzione su due punti. Il primo è la sicurezza stradale e la necessità di sviluppare la lunghezza delle piste ciclabili. Questo contribuirebbe non solo a migliorare la vita delle persone ma anche a uno sviluppo ecologico sostenibile". Lo ha detto il consigliere regionale del Pdl, Isabella Rauti, che sta partecipando alla campagna di sensibilizzazione ai Fori Imperiali. "Personalmente sto preparando una proposta di legge da presentare in consiglio regionale, a breve su questi due aspetti. C'è anche un disegno di legge presentato da un partito di opposizione rispetto alla mia parte ma non importa perché queste cose si fanno insieme". Secondo Rauti "è un peccato avere il permesso solo per il sit-in ma non sia stata concessa la possibilità di pedalare".
ore 15.29. Appello ad Alemanno: "Vada a lavorare in bici"
"Sindaco recati al lavoro in bicicletta sia per dare il buon esempio ai cittadini sia per monitorare personalmente la situazione delle piste ciclabili in città". Lo chiedono dal palco i rappresentanti della campagna di sensibilizzazione 'Salvaiciclistì dopo aver letto il decalogo diretto al sindaco ed esposto insieme ai punti del Times.
ore 15.23. Chiusa via dei Fori Imperiali
Per la manifestazione "Salvaciclisti" via dei Fori Imperiali è chiusa. I bus deviati. Lo comunica, in una nota, Agenzia per la Mobilità.
ore 15.04. Inizia il raduno ai Fori
Inizia il raduno dei partecipanti alla 'bicifestazionè nazionale Salvaiciclisti. Migliaia di "cittadini in bicicletta" si sono dati appuntamento ai Fori Imperiali dove è stato allestito il palco da dove parleranno gli organizzatori e alcune associazioni che hanno aderito all'iniziativa. Famiglie con bambini, anziani, ragazzi e alcune mamme con il passeggino. Secondo Paolo Bellino, uno dei coordinatori di Salvaiciclisti "la strada è diventata un posto feroce. Serve un'attenzione maggiore al non detto, le stragi stradali con il buon senso e gli interventi normativi possono essere evitate. Noi non siamo ciclisti ma cittadini in bicicletta".
(28 aprile 2012)
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